20 dicembre 2016

Per Agenzia del Demanio e Difesa Servizi s.p.a comincia la fase della valutazione delle proposte per l’affitto di 20 fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato

 

Grande successo anche per il secondo bando di gara che ha proposto in concessione fino a 50 anni, 20 fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. Alla scadenza sono arrivate, infatti, 54  proposte per il recupero e il riuso di queste strutture di pregio storico e paesaggistico lungo le coste italiane. I bandi pubblicati il 16 settembre scorso da Agenzia del Demanio e Difesa Servizi S.p.a. che hanno proposto al mercato un numero di strutture maggiore e di diversa tipologia rispetto al bando del 2015, si sono chiusi ieri raccogliendo molto interesse: notevole è stata infatti la partecipazione di investitori immobiliari italiani e stranieri, di associazioni, singoli imprenditori e imprese del settore alberghiero.

“Ancora una volta gli imprenditori, le associazioni e i cittadini hanno risposto con entusiasmo ad un progetto così significativo – ha commentato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi - far tornare a nuova vita queste strutture vuol dire infatti non solo recuperarle, grazie a progetti di valorizzazione, ma soprattutto metterle a disposizione della comunità, creare nuova occupazione, alimentare la rinascita dei bellissimi luoghi in cui si trovano.

In particolare, per le strutture in gestione all’Agenzia del Demanio le offerte si sono così suddivise: per il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, 2 per lo Stand Florio a Palermo, 4 per il Faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (PA), 2 per la Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (TA), 1 per il Convento S. Domenico Maggiore Monteolivetoper il Faro del Po di Goro a Goro (FE) e per il Faro Spignon sull’isola di Spignon a Venezia.

Per gli edifici in gestione a Difesa Servizi S.p.A. le offerte sono state: per il Faro della Guardia a Ponza (LT), 1 per il Faro di Torre Preposti a Vieste (FG), per il Faro di Punta Polveraia a Marciana nell’Isola d’Elba (LI), per il Faro Formichenell’isolotto Formica Grande (GR), per il Faro di Punta Libeccio nell’Isola di Marettimo (TP), 2 per il Faro di Punta Spadillo a Pantelleria (TP), 4 per il Faro di Capo Mulini ad Acireale (CT), per il Faro di Capo Milazzo a Milazzo (ME) e per il Faro di Capo Faro a S. Maria di Salina - Isola di Salina (ME). 

"Siamo molto soddisfatti perché quest’anno, a differenza della prima edizione, il portafoglio inserito nel bando era variegato e, non comprendendo solo fari, più difficile da proporre al mercato - ha concluso Reggi. Il numero delle offerte ricevute ha invece confermato che se si lavora bene per costruire operazioni di recupero realmente appetibili, la partecipazione c’è e i risultati arrivano.”

Comincia adesso la fase di valutazione delle offerte arrivate. Come già avvenuto per il primo bando, sono state appositamente costituite le Commissioni di gara per l’Agenzia del Demanio e per il Ministero della Difesa, che procederanno in seduta pubblica all’apertura dei plichi e verificheranno la correttezza formale della documentazione presentata dai partecipanti. Le proposte idonee saranno valutate secondo il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60%, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40%. La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi quali: soluzioni di recupero delle strutture, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. Le proposte progettuali dovranno essere coerenti con gli indirizzi e le linee guida  del progetto Valore Paese – FARI, in particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. I bandi sono stati gestiti dall’Agenzia del Demanio e da Difesa Servizi, Ministero della Difesa, parallelamente, con alcune differenze dovute alle peculiarità dei diversi beni. Per partecipare alla gara, era necessario presentare un progetto di riqualificazione e valorizzazione e un’offerta economica libera. (tc)