Thu Nov 08 15:23:55 CET 2018

Razionalizzare gli spazi utilizzati dalle pubbliche amministrazioni centrali e realizzare poli amministrativi per ridurre la spesa pubblica oltre a una grande attenzione all’adeguamento sismico ed energetico degli immobili dello Stato: queste le linee programmatiche dell’azione dell’Agenzia del Demanio presentate oggi dal direttore Riccardo Carpino durante l’audizione alla commissione Finanze della Camera dei deputati. “Occorre accelerare sui lavori e far partire gli interventi edilizi sugli immobili che possono rispondere alle esigenze allocative degli uffici pubblici – ha dichiarato Carpino – riducendo in maniera progressiva i canoni di affitto pagati ai privati”. Individuare nuove soluzioni allocative permetterà infatti di ridurre gli attuali 810  milioni di euro pagati per gli affitti passivi , conseguendo un risparmio stimato in 69 milioni al 2023  a cui si aggiungono ulteriori 62 milioni di euro previsti per il 2025.

La riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico prevede un ampio capitolo dedicato all’efficientamento energetico e alla prevenzione del rischio sismico con uno stanziamento decennale di circa 1,1 miliardi di cui 950 milioni di euro da dedicare a piani di riqualificazione sismica: entro il 15 dicembre partiranno gare per riqualificare 721 immobili nelle aree a maggior rischio sismico. Queste procedure danno il via a un nuovo approccio che mette insieme l’affidamento di audit e dei progetti di fattibilità tecnico economica per abbreviare i tempi.

Durante l’audizione il direttore ha anche rappresentato il quadro complessivo in merito a vendite e valorizzazioni degli immobili pubblici. Nel quadriennio  2015-2018, l'Agenzia ha attivato mediamente ogni anno  procedure per la cessione di circa 1.000 immobili, finalizzandone circa il 30% per un incasso medio annuo di oltre 20 milioni.  Per quanto attiene alle vendite straordinarie, che vengono invece condotte in stretto raccordo con il  Dipartimento del Tesoro, nel periodo 2013-2017 sono stati   dismessi 86 beni per un valore di circa 800 milioni di euro, di cui   58 di proprietà dello Stato venduti per un introito pari a  circa 460 milioni.

Sul fronte delle valorizzazioni con la procedura del federalismo demaniale culturale 142 immobili di pregio storico-artistico, per un valore di circa 600 milioni di euro, sono stati trasferiti a titolo gratuito a Comuni, Province, Regioni e Città Metropolitane sulla base di un progetto di recupero che ne garantisce la tutela, la salvaguardia, l’utilizzo e la conservazione.  Mentre con il federalismo ordinario i trasferimenti hanno coinvolto quasi 5.000 immobili di cui il 45% ha mantenuto una destinazione d’uso pubblica mentre il 25% è stato destinato alla messa a reddito.

 

 

 

 

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