16 July 2020

Un protocollo d'Intesa per la valorizzazione e razionalizzazione di immobili militari presenti sull’intero territorio nazionale quello siglato nel pomeriggio tra Ministero della Difesa, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Agenzia del Demanio.

L'accordo prevede un rapporto di collaborazione istituzionale finalizzato a creare le condizioni necessarie per assicurare rapidità ed efficacia nel perseguimento di obiettivi strategici condivisi, con particolare riferimento alle aree naturali protette, e la conseguente riqualificazione del tessuto urbano nel suo complesso.

In particolare, sarà istituito un Tavolo di lavoro interistituzionale, attorno al quale siederanno le tre Istituzioni, che prevede lo studio e l’approfondimento dei percorsi di valorizzazione e ristrutturazione delle aree militari in uso alla Difesa, e non più utili ai fini istituzionali, con risvolti di carattere ambientale.

Le attività saranno concretizzate con specifici Protocolli d'intesa attuativi che vedranno, laddove necessario, il coinvolgimento di Enti pubblici/locali e degli Enti di gestione di parchi e aree protette.

L’accordo è stato firmato, su delega del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dal Direttore della Task Force per la valorizzazione e la dismissione degli immobili non residenziali della Difesa, Gen. Isp. Giancarlo Gambardella, dal Direttore della Direzione generale del patrimonio naturalistico del Ministero dell’Ambiente, Carlo Zaghi, su delega del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Antonio Agostini.

“L’Agenzia concorre a realizzare iniziative di rigenerazione urbana con l’obiettivo di attivare opportunità  di crescita per il territorio e generare sviluppo ambientale, turistico, economico e sociale - dichiara il Direttore Antonio Agostini – L’intesa siglata oggi è il risultato di un lavoro sinergico per sfruttare al meglio le potenzialità del patrimonio immobiliare pubblico e riconvertirlo a nuovi utilizzi, che siano compatibili ed ecosostenibili rispetto alla vocazione dei beni e dei luoghi in cui si trovano. Le aree militari non più utili a fini istituzionali, ad esempio, rappresentano una grande risorsa su cui puntare per riqualificare il patrimonio esistente e, quando necessario, ripensarne l’uso per rispondere meglio alle esigenze delle comunità”.

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