13 July 2020

L’edificio Narodni dom di via Filzi a Trieste, noto anche come l’ex hotel Balkan, tornerà in proprietà alla comunità della minoranza linguistica slovena. Questo è quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato oggi dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, insieme al ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, al direttore dell’Agenzia del Demanio, Antonio Agostini, al presidente della Regione Friuli -Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, al rettore dell’Università degli Studi di Trieste, Roberto Di Lenarda, al presidente dell’Unione culturale economica slovena – Slovenska Kulturno-Gospodarska Zveza, Ksenija Dobrila, e al presidente della Confederazione delle organizzazioni slovene – Svet Slovenskih Organizacij, Walter Bandelj. La firma di quest’intesa, avviene a distanza di cent’anni dal 13 luglio del 1920, giorno in cui l’intero edificio finì distrutto dall’incendio appiccato dai fascisti. Il Narodni Dom, è stata una struttura polifunzionale nel centro di Trieste, e ha sempre rappresentato un importante punto di riferimento per tutta la comunità slovena triestina. Al suo interno si trovavano infatti l’ex hotel Balkan, un teatro, una cassa di risparmio, e anche un caffè.

Oltre al passaggio del Narodni dom dall’Università degli Studi di Trieste alla neocostituita fondazione di cultura Slovena, il protocollo ha previsto ulteriori trasferimenti di beni.  Il Comune di Trieste si impegna infatti a mettere a disposizione dell’Ateneo l’immobile di proprietà di via Gregorett 2, da destinare alla Scuola degli Interpreti. Il bene verrà completamente ristrutturato con fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca. Inoltre, sempre a Trieste, l’Agenzia del Demanio trasferirà in proprietà all’Università l’ex Ospedale Militare. Quest’ultima, a sua volta, cederà all’Agenzia 3 immobili non più utili alle attività accademiche.

La firma dell’accordo è stata preceduta della cerimonia di raccoglimento presso la Foiba di Basovizza, a cui hanno preso parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il presidente sloveno, Borut Pahor, che successivamente si sono recati in visita al Narodni Dom. La giornata  ha rappresentato un momento storico dal forte valore simbolico che sancisce la definitiva volontà degli Stati di superare ogni intolleranza e dare avvio ad un lungo periodo di pace, convivenza e cooperazione bilaterale. (mb)

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