Il 20 maggio 2026, presso l’Aula Santo Mazzarino del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, nel Monastero dei Benedettini, l’Agenzia del Demanio, in collaborazione con l’Ateneo, promuove il sesto workshop rivolto a studenti, professionisti e ricercatori dedicato al tema “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato”, il confronto verte sulle scelte etiche che guidano l’azione intenzionale del manager pubblico e sull’impatto sociale della rigenerazione dei luoghi “dimenticati” della città. Seconda tappa in Sicilia dopo l’appuntamento di Palermo.
Catania ecosistema della cultura, della imprenditorialità e dell’innovazione del Mediterraneo, città di approdi e stratificazioni - attraversata nei secoli da culture greche, romane, arabe, bizantine, normanne, aragonesi e spagnole - vive, al pari della città contemporanea, una vulnerabilità sociale nella periferia che si aggiunge ad una fragilità naturale del territorio.
L’appuntamento approfondisce la responsabilità etica, vista come fondamento dell’intenzionalità nell’azione, che prosegue dalla visione alla progettualità, fino alla condivisione e alla narrazione. In questa prospettiva, a dicembre 2025 l’Agenzia del Demanio, il Comune di Catania e l’Università Etnea hanno firmato il Piano Città degli immobili pubblici, lo strumento adottato dall’Agenzia del Demanio per una pianificazione integrata dell’immobile pubblico. Si fonda sulla condivisione delle scelte che facilita conoscenza, visione sistemica degli spazi pubblici e qualità della progettazione.
Gli assi strategici sono:
Diciassette beni - dodici dello Stato, quattro del Comune, uno della Città Metropolitana entrano in un'unica strategia di valorizzazione. Il filo che lega i cinque interventi pilot qui analizzati è geografico: dal quartiere ottocentesco di Cibali si scende al lungomare, seguendo i tracciati ferroviari dismessi ed arrivando alla periferia sud di Librino.
Nella Cibali ottocentesca, troviamo due immobili a poche centinaia di metri l'uno dall'altro. L'ex Educandato Regina Elena di via Cifali, ex IPAB destinata all'accoglienza dei minori e da anni non utilizzata, è stato acquistato dall'Agenzia del Demanio nel settembre 2025 per essere nuova sede del Tribunale per i Minorenni, con un parco a corredo della funzione giudiziaria, secondo gli standard internazionali della giustizia minorile. A breve distanza, Villa Gentile Cusa - bene di proprietà comunale - sarà recuperata con il supporto progettuale dell’Agenzia del Demanio, come sede di circolo culturale e parco pubblico aperto al quartiere.
Sul lungomare di viale Africa, dove sorgeva l'ex Palazzo delle Poste demolito a partire dal 2020, sorgerà la nuova Cittadella della Giustizia. L'investimento è di quaranta milioni di euro già destinati dal Fondo di Sviluppo e Coesione regionale. Il progetto, vincitore di un concorso internazionale, prevede tre edifici attorno a una grande piazza aperta sul mare, con l'obiettivo di restituire alla città l'affaccio costiero sul mare che il Palazzo delle Poste aveva occluso per decenni. L’Agenzia del Demanio supporta l’ultima fase della realizzazione per l’adeguamento energetico dell’immobile con una adeguata produzione di fonti rinnovabili. Obiettivo che non può più mancare sui progetti di edifici pubblici che diventano il modello della efficienza energetica nelle città.
L'area dell'ex ferrovia Circumetnea, sul tronco Borgo–Nesima, resa obsoleta dalla realizzazione della metropolitana, sarà rifunzionalizzata in una greenway ciclopedonale. Il primo lotto, Borgo–Piano Tavola, già finanziato dal Comune, viene consegnato all'Agenzia del Demanio, dopo la messa in sicurezza da parte delle ferrovie. L'intervento integra mobilità dolce e nuove aree verdi lungo l'asse che collega il centro ai paesi etnei.
Il percorso si chiude a sud, a Librino, la città-satellite progettata da Kenzō Tange nel 1971 per sessantamila abitanti, che necessita di una riqualificazione. Vi è qui un’area demaniale un tempo destinata al centro polifunzionale della Polizia di Stato - iniziativa a lungo arenata anche per la presenza di contaminazione del suolo. Oggi cambia vocazione: nel Piano città si lavora per trasformarla in un'area di sviluppo terziario con mixité urbana al servizio del quartiere, alternativa a una cittadella monofunzionale.
Dal quartiere borghese ottocentesco di Cibali al fronte mare del secondo Novecento; dalle infrastrutture dismesse del trasporto su ferro, alla periferia modernista incompiuta. Il Piano città propone questi interventi in una visione di rete, sostituendo la logica del singolo immobile con quella del sistema urbano integrato.
I saluti istituzionali sono del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Enrico Foti. A seguire, Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio, che illustra la missione dell’Agenzia di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato di 45.000 beni e la nuova visione dell’Agenzia che pone al centro la persona, i bisogni e vocazioni del territorio.
Attraverso la sinergia tra istituzioni, comunità e territori, il patrimonio pubblico accoglie nuove funzioni, per rigenerare e creare quello sviluppo sociale che contribuisce a rafforzare la fiducia nello Stato. Il contributo di Fabrizio Tucci, professore dell’Università La Sapienza di Roma e responsabile della Qualità della progettazione dell’Agenzia del Demanio, si focalizzerà sulla costruzione del Piano Città degli immobili pubblici di Catania, strumento che consente di analizzare, pianificare e indirizzare l’insediamento delle funzioni pubbliche sul territorio, agendo sui macro-ambiti della rigenerazione urbana, sfide ambientali, obiettivi di sviluppo e socioculturali.
Segue l’intervento di Carlo Colloca, docente di sociologia urbana ed esperto di progettazione sociale del territorio dell’Università degli Studi di Catania. Il suo contributo introdurrà il tema dei bisogni sociali e dei territori da prendere in carico attraverso pratiche di cura capaci di valorizzare la centralità delle comunità urbane, in particolare di quelle più fragili.
Il professore dell’Università degli Studi di Catania Paolo La Greca affronterà il tema dei beni materiali e immateriali del patrimonio dello Stato come valori territoriali fondamentali nell’economia di un Paese. La loro cura, intesa come attenzione a un bene comune primario, è un compito istituzionale i cui effetti sociali e ambientali si riflettono sulle giovani generazioni di oggi e su quelle future.
In questa prospettiva, un’efficace Valutazione di Impatto Generazionale, recentemente introdotta sia in sede europea sia nazionale, richiama un impegno politico nella sua espressione più alta e rende concreto il principio fondamentale della sostenibilità, che invita a considerarci custodi, e non proprietari esclusivi, delle risorse del tempo che ci è dato vivere.
Conclude Vito Mancuso, teologo laico e filosofo sulla “La responsabilità etica delle scelte”. La moderazione è affidata a Filippo Salucci, architetto e direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio.