Le caserme dismesse sono il focus del workshop sulla “Responsabilità etica del manager pubblico nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato” promosso dall’Agenzia del Demanio in partnership con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Il riuso delle caserme dismesse impone di interrogarci sul destino dei vuoti urbani, su quelle sospensioni della città che sono assenze, ma anche opportunità di rigenerazione. Non si tratta di riempire un vuoto, ma di interpretare nuove relazioni con la città, restituire senso attraverso un uso rinnovato, capace di dialogare con il presente e anticipare il futuro. Il riuso acquista così una dimensione culturale di visione della città prima ancora che progettuale, una chiave per immaginare città più dense di significato che di costruito. Un’azione di cura per riconoscere in quel vuoto un deposito di memoria, di stratificazioni che sono parte del processo di rigenerazione.
In questo scenario gioca un ruolo da protagonista l’innovazione - oggi più che mai l’intelligenza artificiale – dispositivi cognitivi che permettono di fare fronte alla complessità: mettere a sistema dati, anche multidisciplinari, simulare scenari e costruire modelli previsionali capaci di orientare le scelte. La tecnologia, allora, è sempre più al servizio della visione, la amplifica e la sostiene. Esige l’attivazione di una intelligenza collettiva che definisce gli obiettivi e guida i processi.
Cura del patrimonio costruito e cura dell’ambiente, affinché gli immobili vivano di funzioni rinnovate e di servizio alla collettività.
Con questo approccio, l’Agenzia del Demanio ha avviato un ciclo di workshop dedicati alla città contemporanea e alle sue forme di fruizione, attraverso spazi inclusivi e attrattivi.
Dopo la tappa di Mantova, dedicata al tema delle carceri, il percorso prosegue a Bologna il 24 aprile sul riuso delle caserme dismesse, luoghi di intenso vissuto che, per posizione e valore storico, si prestano ad una nuova vita come spazi per la residenzialità e i servizi. Il loro recupero è innanzitutto un atto di responsabilità etica dell’Agenzia del Demanio in accordo con tutte le amministrazioni interessate. Il coinvolgimento del sistema universitario è funzionale a rendere partecipi i giovani al processo di consapevolezza sul valore del bene pubblico. L’iniziativa si articola in due tavoli di lavoro. Il primo è dedicato alla “responsabilità etica del manager pubblico”, a partire dall’idea che il patrimonio immobiliare pubblico è un bene comune, e la sua cura è risposta a bisogni e vocazioni del territorio.
I lavori si aprono con i saluti istituzionali e l’introduzione della Prorettrice dell’Università Simona Tondelli e del Professor Fabrizio Ivan Apollonio, direttore del dipartimento di architettura dell’ateneo bolognese, seguiti dall’intervento del Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme sul ruolo della Agenzia del Demanio nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato.
A chiudere gli interventi del primo tavolo: Antonio Navarra, docente del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, che parlerà dell’impatto del cambiamento climatico sulla gestione del patrimonio pubblico e delle città.
Il secondo tavolo, più tecnico, descrive il Piano Città degli immobili pubblici, come strumento adottato dall’Agenzia del Demanio per la pianificazione integrata con il territorio. A Bologna il Piano trova applicazione nei progetti pilota delle caserme Staveco, Stamoto e Perotti. Sono previsti gli interventi di Fabrizio Tucci e Filippo Salucci per l’Agenzia del Demanio e per l’ateneo bolognese Andrea Boeri e Gino Malacarne.
L’incontro si svolgerà presso l’Università di Bologna (Aula 5.6, alla Scuola di Ingegneria e Architettura) e sarà moderato da Paola Pierotti di PPAN Academy, che supporta l’Agenzia nella organizzazione dei workshop, con una ampia esperienza sui temi della rigenerazione urbana.
16 aprile 2026