A Mantova la prima tappa di un ciclo di workshop “Valore pubblico. Etica e responsabilità per la cura del patrimonio dello Stato”, promosso dall’Agenzia del Demanio in partnership con il Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova. I workshop sono dedicati alla città contemporanea, con la necessità di superare una visione puramente amministrativa del patrimonio pubblico per riconoscerlo come infrastruttura civica, capace di generare valore economico, sociale, ambientale e culturale. Un cambio di paradigma che implica una responsabilità etica concreta: interpretare i bisogni delle comunità, leggere le vocazioni dei territori e orientare le scelte verso impatti di lungo periodo.
Un momento di confronto tra istituzioni, università e professionisti sul ruolo del management pubblico nella gestione e valorizzazione degli immobili demaniali, con un focus particolare sul Piano Città degli immobili pubblici, nel caso di Mantova firmato nella città con il sindaco Mattia Palazzi nello stesso giorno dell’incontro dedicato ai giovani universitari.
Nel corso del primo tavolo, “Responsabilità etica del manager pubblico”, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, sottolineerà come l’etica non sia un principio astratto ma il motore dell’azione pubblica, mentre Davide Del Curto, Prorettore del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, evidenzierà il ruolo delle università nella costruzione di conoscenza applicata ai territori. Maria Milano Franco D’Aragona, Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria lombarda, con una voce puntuale sul tema delle carceri, richiamerà la complessità della leadership pubblica, nel muoversi tra regole e dimensione umana.
Il Direttore del Demanio Alessandra dal Verme evidenzia il tema della riqualificazione delle carceri dismesse, immobili gestiti dal demanio, non più funzionali e abbandonate per decenni al centro delle città. Il loro riuso necessita infatti di una profondità di approccio, una responsabilità etica nella cura del bene e della città.
Rigenerarli non significa azzerare, né semplificare. Significa sostare in quella complessità, riconoscerla, farla riemergere e ricreare le relazioni con la città. È un atto di ascolto prima ancora che di progetto, solo così questi luoghi possono tornare ad essere aperti, condivisi, come spazi restituiti alla città.
Nel secondo tavolo, “L’Agenzia del Demanio nella cura del bene comune. Al centro il territorio: Piano Città degli immobili pubblici”, la riflessione moderata da Paola Pierotti di PPAN Academy si concentrerà su come lo strumento della pianificazione integrata sia capace di affrontare temi chiave come la rigenerazione urbana, le sfide ambientali e lo sviluppo socioculturale. Nel caso di Mantova, simbolo di bellezza architettonica e di città della cultura, la sfida è di mantenere alta l’attrattività della città in favore di cittadini famiglie e studenti universitari.
L’attenzione si concentrerà quindi su tre questioni: il recupero dei vuoti urbani nella collaborazione pubblico / pubblico – l’area dell’aeroporto di Migliaretto da anni in discussione verrà trasferita dallo Stato al Comune per progettarne il nuovo utilizzo in un'ottica di parco urbano con funzioni ricreative e di attrattività, la caserma Curtatone e Montanara abbandonata da tempo in pieno centro che sarà recuperata per funzioni pubbliche, la logistica degli uffici giudiziari.
Interventi di Fabrizio Tucci (Agenzia del Demanio), Cristiano Guernieri (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Mantova), e Filippo Salucci (Agenzia del Demanio) restituiranno una lettura operativa del Piano Città, evidenziando come i “vuoti” possano diventare risorse.
La necessità è di partire dai bisogni delle comunità e gli edifici diventano luoghi di servizio. Una riflessione che trova eco nelle parole del Direttore dell’Agenzia del Demanio che ricorda «come la rigenerazione di luoghi non significhi cancellarne la storia, ma riattivarla in chiave civica, trasformando spazi di esclusione in luoghi aperti, capaci di generare nuove relazioni con la città. Un processo in cui le università giocano un ruolo strategico, non solo nella ricerca ma nella costruzione di competenze multidisciplinari, e in cui i giovani diventano interlocutori centrali, destinatari e protagonisti della continuità della memoria e delle opportunità future».
9 marzo 2026