Fri May 15 12:03:00 CEST 2026
La Piazza Carlo di Borbone potrà ospitare usi temporanei compatibili con il contesto monumentale, tra cui eventi culturali, iniziative civiche e attività di valorizzazione territoriale, che daranno vitalità e maggiore attrattività alla Città
di Alessandra dal Verme
Il Sole 24 Ore
Piazza Carlo di Borbone è uno spazio strategico della città di Caserta con un potente valore storico, identitario e paesaggistico, un museo a cielo aperto. Progettata da Luigi Vanvitelli, nella seconda metà del XVIII secolo per volontà di Re Carlo III di Borbone, un unicum con la Reggia, è parte integrante del sito dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Nonostante il disegno unitario, Piazza e Reggia hanno vissuto percorsi differenti. Il fasto regale è rimasto cristallizzato nella Reggia, diventata negli anni uno dei più importanti attrattori culturali italiani. La Piazza è stata utilizzata prevalentemente come porta di ingresso alla Reggia e, negli ultimi anni, per eventi e iniziative temporanee.
Entrambe di proprietà dello Stato, la frammentazione gestionale ha reso più difficile costruire una strategia condivisa di valorizzazione e cura tra tutte le Istituzioni interessate. Così la Città non ha potuto godere appieno delle potenzialità della Piazza. Oggi si crea una perfetta sinergia di intenti per recuperare i legami con il territorio.
Con la logica di condivisione propria del Piano città degli immobili pubblici, strumento dell’Agenzia del demanio per la pianificazione integrata con le Istituzioni e il territorio, nasce l’Accordo Progetto speciale Caserta sottoscritto da Agenzia del demanio, che lo ha promosso, Comune di Caserta, Reggia di Caserta, Sovrintendenza.
La Reggia di Caserta sarà il gestore della Piazza. Una soluzione coerente con la natura unitaria del progetto vanvitelliano, efficace perché l’Istituzione Reggia ha dato grande prova di capacità gestionale, come motore di sviluppo per Caserta, la Campania e il Paese e funzionale per l’attivazione di un progetto di riqualificazione della Piazza nel complesso monumentale e per la rigenerazione della Città. Del resto, questo è il valore del patrimonio dello Stato: memoria, identità e infrastruttura di futuro, questo è il compito delle Istituzioni che con responsabilità etica si attivano nella sua cura, per dare risposta alla collettività.
L’Accordo prevede un primo anno sperimentale, che potrà essere prorogato alla luce dei risultati. Prioritari sono manutenzione, riqualificazione del verde, comfort climatico, efficientamento energetico, sostenibilità ambientale, illuminazione. La Piazza potrà ospitare usi temporanei compatibili con il contesto monumentale, tra cui eventi culturali, iniziative civiche e attività di valorizzazione territoriale, che daranno vitalità e maggiore attrattività alla Città. L’evoluzione dell’Accordo per gli anni successivi sarà condivisa alla luce del progetto di riqualificazione della Piazza.
L’ottica dell’Agenzia del demanio è allargare l’intervento di valorizzazione alla visione di una Città che si rigenera, in condivisione e nel rispetto dei ruoli. Le Istituzioni collaborano per promuovere legalità e sviluppo attraverso cultura, coesione sociale e conoscenza. In questa direzione si colloca il recupero dell’emiciclo orientale vanvitelliano, l’ex Caserma Pollio, destinata a ospitare l’Archivio di Stato, un nuovo polo culturale per la città. Qui l’Agenzia del demanio è stata ingaggiata a supporto come stazione appaltante.
Ancora una volta, di fronte alla complessità, il servizio e la collaborazione tra le Istituzioni sono elementi decisivi per trovare soluzioni nell’interesse della collettività.