L’Agenzia del Demanio restituisce alla Città la Vela di Calatrava per ospitare grandi eventi

Mon May 25 11:15:30 CEST 2026

di Alessandra dal Verme

Associated Medias

I Mondiali di nuoto del 2009 rappresentavano un grande rilancio del Paese sul tema della salute e dello Sport. Per dare la massima straordinarietà all’evento fu prospettato di costruire una città dello Sport su un’area di oltre 48 ettari alle porte di Roma, sulle pendici dei castelli romani e in prosecuzione del Parco Archeologico dell’Appia. Un paesaggio pastorale che richiama la storia di Roma.

L’architetto spagnolo Santiago Calatrava fu chiamato a realizzare una grande opera che nella sua intuizione   doveva  lasciare un segno nella storia dell’architettura contemporanea della Capitale: un’immensa cupola iconica, un punto di riferimento lungo un asse urbano che, dal centro della città, giungeva a Tor Vergata. La maestosità architettonica del progetto era accompagnata da una complessità ingegneristica. 
L’opera si rivelò talmente costosa che nel 2009, dopo aver speso i primi 250 milioni di euro, si decise di abbandonare l’intervento a cantiere aperto, costruita solo la metà della cupola che rappresentava iconicamente una immensa vela.  
La Vela si prestava a significati profondi alternativi all’idea della cupola. È il viaggio dei pellegrini a Roma, è il viaggio della storia della città verso il mondo, è il cammino dell’uomo di speranza e di pace. Così nell’immaginario della città la Vela ha continuato a vivere. 
La concreta realtà è stata uno sviluppo urbano, senza una visione, lungo l’asse originariamente pensato. L’incompiutezza dell’opera, che andava degradandosi, ha cresciuto la generazione degli attuali adolescenti di Tor Vergata, Torre Angela e Tor Bella Monaca, i quartieri più popolosi e a minor reddito della capitale. Un messaggio di pedagogia involontaria, negativo, accanto a luoghi dedicati alla formazione e alla salute.

Nel 2021 la legge, nel consegnare l’opera incompiuta dall’Università di Tor Vergata all’Agenzia del Demanio, ha chiesto il completamento del progetto o la sua rivisitazione, in vista del recupero funzionale delle opere realizzate.
Certo il compito era complesso e l’Agenzia era la sola chiamata in causa. È una realtà frequente per molti operatori pubblici.
La strategia è stata condividere le decisioni per il riscatto, insieme al Ministero vigilante il MEF, al Governo, attraverso il Commissario per il Giubileo, alla Regione, al Comune e al Municipio.
L’Agenzia ha subito inserito nel suo piano degli investimenti 70 milioni di euro e 9 milioni li ha finanziati il Commissario. L’opera è entrata negli interventi urgenti del Giubileo della Chiesa cattolica 2025.
In tempi record, scarsi 2 anni, l’Agenzia ha realizzato il consolidamento e il collaudo statico delle strutture portanti del Palanuoto e del Palasport (con utilizzo di tecnologie e materiali innovativi),  il completamento dell’arena scoperta del Palasport (8.000 spettatori seduti) e le opere di viabilità, parcheggi, sistemazione a verde e riforestazione (460 alberi, 600 siepi e 6.000 piante arbustive e impatto di 45 tonnellate di CO₂ in 20 anni,  65 tonnellate in 30 anni), sottoservizi necessari a qualsiasi intervento successivo. 
La Vela è alta 75 metri, ha un peso di 6.800 tonnellate di ferro, poco meno della Tour Eiffel, per costruirla furono impiegate le due più grandi gru d’Europa fornite da “imprese italiane”. Il peso del calcestruzzo impiegato per l’intera opera incompiuta di 150.000 tonnellate è quello di un quartiere di 5000 abitanti!
La struttura sottostante la Vela che ha le sembianze della pancia di una balena è retta da un arco principale centrale in calcestruzzo precompresso, lungo ben 160 mt, un unicum in una infrastruttura che non sia un ponte e una serie di archi contrapposti, che si susseguono. Vuoti e pieni dialogano con la luce naturale creando un effetto scenografico unico che accoglie il visitatore.

L’intervento si inserisce nella visione fortemente innovativa del patrimonio immobiliare dello Stato dell’Agenzia del Demanio a partire dal 2021: al centro la persona, il cittadino; la priorità sta nel riuso del patrimonio abbandonato, poco o male utilizzato; l’ambiente porta con sé la necessità di dare un contributo per risolvere crisi climatiche, rischi naturali, crisi energetiche, attraverso l’immobile pubblico; la tecnologia diventa fattore abilitante dell’azione innovativa; l’intervento sul bene pubblico è volano di rigenerazione della città, è cura del cittadino.   

Per l’ex Città dello Sport di Tor Vergata si punta a realizzare una nuova centralità metropolitana, una “Green City per la salute, la ricerca e la formazione”,  un ecosistema multifunzionale, con spazi pubblici e servizi, nuove opportunità per ripristinare la fiducia dei giovani verso le Istituzioni pubbliche.

Progettare guardando al futuro, in un contesto sostenibile, anche sotto l’aspetto economico-finanziario, per attirare capitali e investimenti. Questo l’obiettivo della prima manifestazione di interesse per un’operazione di partenariato pubblico  privato pubblicata dall’Agenzia. 
Il sito ora fruibile è destinato a usi temporanei coerente con la  vocazione di accoglienza.  In questi giorni l’area riqualificata ospita un grande evento di livello internazionale. 

L’aspetto più innovativo e attrattivo del progetto è l’illuminazione della Vela, alimentata da energia rinnovabile e premiata a livello internazionale. La prima accensione è avvenuta all’apertura della Porta Santa a dicembre 2024, poi per il Giubileo dei Giovani ad agosto 2025.
La luce della Vela è oggi la prova che grandi rigenerazioni sono possibili quando le Istituzioni lavorano insieme e investono nella bellezza, nella sicurezza, nell’identità dei luoghi e nella cura del bene comune.  

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