L'intervento - Il patrimonio pubblico va curato: bene di tutti 

Sat May 16 12:15:00 CEST 2026

di Alessandra dal Verme 
 
Il Mattino
 
L’Agenzia del demanio promuove un ciclo di workshop sulla "Responsabilità etica nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato" in collaborazione con la rete delle Università, partner nella qualità della progettazione. Lo scopo è animare un confronto aperto e consapevole sulla risposta a bisogni e vocazioni del territorio, sul recupero dell'identità culturale del cittadino attraverso il riuso dell'immobile pubblico. Dopo Mantova, Bologna e Firenze, il quarto incontro, che si rivolge a studenti, professionisti e ricercatori, si è svolto presso l'Università Federico II: consapevolezza dei cittadini di uno Stato operativo che attraverso il patrimonio immobiliare rafforza i legami nella città e perla città. 
Si deve necessariamente partire dall'intenzionalità che spinge il manager pubblico ad agire, a compiere scelte nell'interesse collettivo, così riempiendo il margine di discrezionalità che esiste nell'amministrare i beni comuni. L'Agenzia del demanio ha adottato il Piano Città degli immobili pubblici come strumento di pianificazione integrata per condividere con il territorio le scelte. 
A Napoli, tre assi strategici guidano: il riconoscimento e la restituzione di siti storici e archeologici da riconnettere con la città in una dimensione di fruibilità e di nuove opportunità produttive, didattiche e culturali, la riqualificazione di spazi esterni strumentale al legame dell'immobile pubblico con la città, la sua anima e identità, la rigenerazione della città metropolitana. Il centro storico è Patrimonio dell'Umanità, l'Unesco in questo riconoscimento ha visto anche il valore immateriale della sua vitalità e umanità. 
 
I progetti del centro seguono il recupero delle Torri Aragonesi lungo la via Marina, ridisegnando a tratti, ma del tutto evidenti, le mura e le Torri che circondavano il Castello del Carmine, Castel Capuano, il convento attiguo alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara, ex caserma Garibaldi - dove già opera la cooperativa la Paranza guidata da Padre Loffredo, l'Agenzia ha avviato una mixitè funzionale tra spazi per la cittadinanza e uffici pubblici; Palazzo Fondi, Piazza del Plebiscito, "quinta" della storia della città che, con un progetto illumino-tecnico, si accende per portare una luce identitaria, che esce dai monumenti e si diffonde nella Piazza. A Scampia vi è un grande progetto di rigenerazione sulla Caserma Boscariello. Nello sviluppo dell'area metropolitana di Napoli, lungo la linea che percorre la costa, l'Agenzia del demanio sta intervenendo, a supporto del commissario, nei comuni dei Campi Flegrei, per la messa in sicurezza dal rischio sismico di 35 edifici tra uffici pubblici, scuole e casa circondariale di Nisida. Nelle città di Torre Annunziata e Scafati, si interviene sulle aree di produzione militare borboniche dismesse, il Real Polverificio di Scafati e lo Spolettificio di Torre Annunziata, adiacenti ai siti archeologici di Pompei e di Oplontis, anch'essi dichiarati Patrimonio Mondiale dell'Umanità. A differenza del centro storico di Napoli, dove la stratificazione delle culture ha consentito all'animo della città di continuare a vivere, qui le ceneri che hanno ricoperto i siti hanno interrotto il legame con la comunità. Tuttavia, l'antico può restituire le proprie origini alle cittadine moderne e alle aree contermini della denominata "buffer zone". In questa ottica, d'intesa con le Istituzioni interessate, si progettano spazi aperti, parchi urbani di vita con laboratori e didattica, turismo esperienziale, per riconnettere la comunità ai siti archeologici, portare rigenerazione: una riappropriazione consapevole del proprio passato. Il processo di avvicinamento alle radici secondo Padre Loffredo ed Eugenia Carfora, preside dell'Istituto Superiore Morano di Caivano, parte dalla dimensione scolastica e da quella dell'impegno dei giovani lavorando sulla "qualità dei quartieri", luoghi dove interviene chi gestisce il patrimonio pubblico che ha la responsabilità di creare un ponte con la strada per restituire una nuova dimensione sociale che guarda al futuro.

Torna su