Thu Sep 24 10:33:33 CEST 2026
Qualità della progettazione, innovazione, sostenibilità, e resilienza ai cambiamenti climatici guidano la rigenerazione degli immobili pubblici.
L’Agenzia del Demanio ha aggiornato il Piano Strategico Industriale per il 2026-2029, consolidando il percorso di trasformazione avviato nel 2021 e rafforzando il ruolo del patrimonio immobiliare dello Stato come leva di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale del Paese. Il nuovo Piano pone al centro cittadini, Pubbliche Amministrazioni e territori e integra qualità della progettazione, digitalizzazione, sostenibilità e resilienza climatica in un modello di gestione degli immobili pubblici orientato alla generazione di valore e a garantire servizi attrattivi, di qualità e innovativi.
La gestione del patrimonio pubblico rappresenta, innanzitutto, una responsabilità etica nei confronti delle comunità: un principio che permea i processi decisionali del manager pubblico e che, traducendosi in scelte concrete di gestione e valorizzazione del patrimonio, delinea un agire orientato alla qualità. In questa prospettiva, il Piano Strategico Industriale 2026-2029 rafforza un modello di gestione del patrimonio immobiliare pubblico con l'obiettivo di custodirlo, preservarlo e riqualificarlo per le generazioni future.
Una qualità dell'agire che si fonda su due momenti-chiave: la costruzione del quadro conoscitivo, per la quale il Piano pone infatti al centro la rete con Università ed Enti di ricerca, quale fattore abilitante di un approccio multidisciplinare e di un'intelligenza collettiva al servizio delle decisioni; la costituzione del quadro esigenziale dei luoghi oggetto degli interventi, per il quale, attraverso il dialogo con le istituzioni e la partecipazione degli stakeholder, e a seguito del profondo processo di conoscenza del contesto, l'Agenzia del Demanio rileva il quadro dei fabbisogni del territorio nelle loro diverse dimensioni storico-culturale, sociale-economica e ambientale-climatica.
L’aggiornamento del Piano parte dai risultati conseguiti tra il 2022 e il 2025. Gli interventi complessivamente attivati sono passati da 3,5 a 4,1 miliardi di euro e gli investimenti realizzati sono cresciuti da 88,8 milioni di euro nel 2022 a 241,9 milioni nel 2025, con un aumento del 172,4%. Nello stesso periodo, la spesa per locazioni passive è scesa da 866 a 745,6 milioni di euro.
La sostenibilità ha accompagnato questo percorso attraverso il monitoraggio di 78 KPI riferiti a 50 azioni del Piano di Sostenibilità, con il 78% degli indicatori in linea con gli obiettivi 2025 e una rendicontazione di sostenibilità asseverata. Il nuovo Piano assume la resilienza climatica come requisito strutturale della programmazione degli investimenti e della progettazione. Dal 2022 l’Agenzia ha sviluppato una propria capacità di analisi del rischio climatico, che valuta congiuntamente pericolosità, esposizione e vulnerabilità del singolo immobile, consente di individuare le misure di adattamento e di inserire requisiti climatici misurabili e verificabili nel Documento di Indirizzo alla Progettazione e nel Masterplan ad esso allegato, a partire dalla fase di impostazione progettuale. E’ in corso il lavoro di estensione della metodologia ai Piani Città degli Immobili Pubblici per valutare i potenziali impatti dei cambiamenti climatici sugli immobili a scala urbana - integrando nell’analisi e valutazione anche i pericoli climatici costieri con particolare riferimento all’innalzamento del livello del mare e all’erosione – e formulare le più corrette categorie di risposte a tali rischi in termini di categorie di azioni progettuali.
Un ruolo centrale è affidato proprio ai Piani Città degli Immobili Pubblici, strumenti di pianificazione integrata sviluppati con gli Enti locali e le Amministrazioni utilizzatrici, per definire e co-progettare strategie di riuso e rigenerazione degli asset pubblici, in collaborazione con la rete di Università ed Enti di Ricerca. Entro il 2029 il Piano prevede la sottoscrizione di 70 Piani Città complessivi, per rispondere ai fabbisogni sociali delle comunità, migliorare la qualità ambientale e climatica sul piano urbano, e al contempo rispondere a una delle mission dell’Agenzia di razionalizzare gli spazi destinati alle Pubbliche Amministrazioni, favorendo, quando se ne crea l’occasione nell’interesse pubblico, l’attrazione di capitali privati.
La trasformazione digitale rappresenta un elemento fondante e attuativo del Piano Strategico Industriale, attraverso l'adozione di tecnologie innovative e di un modello di gestione del patrimonio basato sui dati. Il percorso di trasformazione digitale pone particolare attenzione all'impiego delle migliori tecnologie disponibili, tra cui l'intelligenza artificiale, a servizio dello sviluppo di uno Stato moderno ed efficiente.
Con il Piano 2026-2029, l’Agenzia del Demanio rafforza il proprio impegno nella rigenerazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, orientando investimenti, competenze e innovazione verso la generazione di valore per cittadini, Amministrazioni e territori e la costruzione di città più accessibili, resilienti e inclusive.
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