Federalismo culturale: trasferito al Comune di Ferrara il secondo chiostro del Convento di S. Antonio in Polesine

12 April 2024

Il programma di valorizzazione permetterà di completare il percorso museale con il primo chiostro

L’Agenzia del Demanio ha siglato l’atto di trasferimento in proprietà al Comune di Ferrara del secondo chiostro del monastero di S. Antonio in Polesine, ex Caserma Caneva, grazie alle procedure previste dal federalismo culturale. Si tratta di una porzione del più ampio Convento di S. Antonio in Polesine, complesso monastico situato nella parte meridionale medievale della cittadina estense, già di proprietà comunale, dove si trova il primo chiostro. Il Programma di valorizzazione alla base del trasferimento, condiviso con il MiC, prevede l’allestimento di un'esposizione museale di vasellame e utensili antichi e soprattutto la possibilità per il visitatore di completare il percorso culturale accedendo dal primo al secondo chiostro. Il percorso di valorizzazione porterà a ristabilire la funzione e la vocazione monastica che erano all’origine del compendio, ritrovando una piena e rinnovata organicità e ripristinando il complesso nella sua interezza.

Il convento, fondato nel 1257 da Beatrice d’Este, si trova in una zona che, in origine, era un’isola formatasi sul corso del fiume Po, tanto da averne caratterizzato l’aspetto architettonico (pianta “ad insula”) e l’atmosfera che ancora permane in questa parte della città. Nel tempo, il monastero divenne il luogo che accoglieva le fanciulle dell’aristocrazia ferrarese che prendevano i voti, e poi ha subito nel tempo molteplici trasformazioni, tra cui, la più invasiva, quella in cui il secondo chiostro divenne una caserma che ospitava uno squadrone di cavalleria. Una parte del complesso resta in uso governativo al Ministero dell’Interno.

ferrara ex convento