Mantova: firmato il Piano Città degli immobili pubblici

Fri Mar 27 10:11:59 CET 2026

L’Agenzia del Demanio e il Comune di Mantova hanno sottoscritto un accordo per la rigenerazione del patrimonio immobiliare della città, che potrà essere valorizzato anche in collaborazione con i privati. Firmata la permuta dell’area ex aeroporto di Mantova Migliaretto. In università anche un workshop sulla “Responsabilità etica per la cura del patrimonio dello Stato”.

Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme e il Sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, hanno firmato il Piano Città degli immobili pubblici, un patto istituzionale per pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, promuovendo una rigenerazione urbana sostenibile, in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e dei territori per generare valore economico, sociale, ambientale e culturale. All’evento di presentazione è intervenuta l’On. Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze.
 
La firma dell’accordo non è solo un atto amministrativo, ma un impegno concreto: rigenerare la città senza consumare nuovo suolo, restituendo vita, senso e valore al patrimonio pubblico esistente e all’identità storica, a servizio del cittadino e dello sviluppo territoriale.
 
È in questa logica che la strategia dei Piani Città, fortemente voluti dall’Agenzia del Demanio, mira ad agire:
  • sull’asse del tempo: coniugando la tutela del passato con la progettazione del futuro, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’identità locale e del patrimonio storico, artistico e culturale, attraverso iniziative che promuovono la conoscenza e rafforzano la vocazione turistica della città;
  • sull’asse dello spazio: ricucendo e connettendo centro e periferie e, nel caso di Mantova, valorizzando la città come punto di riferimento tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna;
  • sull’asse della sinergia tra istituzioni: lo Stato e gli Enti locali che agiscono in modo concertato al servizio del territorio e dei cittadini.
Il Piano Città di Mantova incentiva la sostenibilità ambientale ed energetica, prevedendo la riqualificazione delle aree verdi, la tutela e valorizzazione del Parco, del Fiume Mincio, del sistema dei laghi e una mobilità più sostenibile. Sarà inoltre ampliata l’offerta di servizi pubblici, privati, sociali e sportivi, insieme alle attività produttive, commerciali, formative e direzionali. Saranno rafforzate le funzioni logistiche della Pubblica Amministrazione, in particolare in ambito giudiziario, mediante interventi di recupero e riuso degli immobili pubblici. Verranno potenziate soluzioni abitative innovative e inclusive, come il co-housing, l’housing sociale e altri modelli destinati a giovani, anziani e famiglie.

Oltre ai finanziamenti pubblici per gli interventi programmati, sarà possibile coinvolgere capitali privati tramite strumenti di partenariato pubblico-privato, che tengano conto del contesto e coniughino obiettivi di innovazione, attrattività, sostenibilità ambientale e benessere sociale. 

Il cuore dell’accordo: far rinascere ciò che già c’è
 Il Piano Città degli immobili pubblici di Mantova seleziona un primo portafoglio immobiliare di 12 beni (6 di proprietà dello Stato e 6 di proprietà del Comune) ai quali potranno esserne aggiunti ulteriori da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri enti e istituzioni.
Il Piano non si limita al solo elenco di edifici, ma disegna un mosaico, una nuova geografia urbana fatta di luoghi che tornano a respirare: antichi conventi, caserme inutilizzate, aree verdi dimenticate, ex presidi giudiziari: pezzi di storia pronti a trasformarsi in spazi vivi, aperti, abitabili.
I 12 beni pubblici segnano l’inizio di un viaggio che potrà arricchirsi nel tempo grazie al contributo di nuovi enti e nuove opportunità. Ogni immobile porta con sé un potenziale.
Immobili di proprietà dello Stato coinvolti nel Piano Città: luoghi che tornano a parlare
 
  1. L’ex Convento del Carmine, oggi Palazzo degli Uffici Finanziari: un edificio che profuma di storia e che può diventare anche spazio di cultura o servizi a misura di cittadino.
  2. Il palazzo San Cristoforo, con la sua piccola chiesa annessa: un frammento prezioso di identità religiosa e architettonica, possibile cornice per eventi socioculturali.
  3. La caserma Curtatone–Montanara: una struttura imponente, oggi dormiente, domani potenziale hub poli funzionale per servizi terziari, ricettivi, commerciali e culturali.
  4. L’ex Casello Idraulico di Viale Monte Grappa: memoria della relazione antica tra Mantova e le sue acque, con potenziale utilizzo da parte dei Vigili del Fuoco o per uso residenziale sociale/ privato.
  5. L’area dell’ex Campo d’Aviazione Migliaretto: un grande vuoto urbano che può diventare cuore pulsante di nuove funzioni pubbliche, potendo ospitare attività sportive-ricreative e aree verdi.
  6. L’ex Caserma Principe Amedeo e l’ex Chiesa di Santa Paola: un intreccio tra storia militare e patrimonio religioso pronto a riprendere vita e ospitare attività formative.
Immobili di proprietà del Comune coinvolti nel Piano Città: funzionalità e territori da rigenerare
 
Tre luoghi nevralgici dell’amministrazione che aprono la strada a una futura riorganizzazione delle funzioni pubbliche:
  1. Il Palazzo di Giustizia
  2. Gli uffici giudiziari di palazzo Nerli Bollati
  3. la Procura della Repubblica di Mantova
Tre aree edificabili che rappresentano invece terreni fertili di opportunità per nuovi spazi produttivi, sociali, sportivi o residenziali.
  1. Località Valdaro
  2. Località Gambarara
  3. Località Colle aperto.
Sono questi i punti cardinali da cui prende forma una Mantova più vicina ai cittadini. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata al Piano Città degli Immobili Pubblici di Mantova.
Dal Piano Città degli immobili pubblici alla riflessione condivisa: un workshop sulla “Responsabilità etica per la cura del patrimonio dello Stato”.

La firma del Piano Città è l’inizio di un percorso di collaborazione istituzionale, culturale e di promozione della responsabilità sociale. Per questo, dopo la firma dell’accordo, al Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano si è svolto un workshop sulla “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato”.

Si tratta del primo di un ciclo di incontri rivolti a studenti, giovani professionisti e ricercatori che l’Agenzia del Demanio sta organizzando con la rete delle università italiane per approfondire i temi legati alla responsabilità etica e al ruolo del manager pubblico nella cura del “bene comune”, in questo caso partendo dall’analisi del Piano Città di Mantova quale volano per la rigenerazione del territorio.

Durante il seminario si sono alternate voci diverse - istituzionali, tecniche, accademiche - unite dal desiderio di dare un significato concreto al concetto di responsabilità del manager pubblico. Interventi che arrivano da più prospettive, ma raccontano lo stesso messaggio: il Piano Città è un progetto per il territorio, ma anche per le persone.

All’incontro, moderato dalla giornalista Paola Pierotti di PPAN Academy, sono intervenuti Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio, Davide del Curto, Prorettore del Polo Territoriale di Mantova, Maria Milano Franco D’Aragona, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Lombardia, Fabrizio Tucci, Vicedirettore della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Cristiano Guernieri, Presidente Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano e Filippo Salucci, City Operation Manager del Comune di Milano.

La giornata si è conclusa con la sottoscrizione del primo atto che rende concreto il Piano Città di Mantova: la sottoscrizione della permuta dell’area ex aeroporto di Mantova Migliaretto che l’Agenzia del Demanio ha trasferito in proprietà al Comune in cambio degli immobili in via Poma, via Chiassi e via della Conciliazione oltre a un’area edificabile in zona Valdaro.

Vai alla pagina dedicata ai workshop.
Firma Piano Città Mantova
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