L’isola di Poveglia è collocata a sud della Laguna di Venezia lungo il Canal Orfano che collega la bocca di porto di Malamocco al centro storico di Venezia. La sua superficie è di 7,25 ettari: è quindi un'isola abbastanza grande nel contesto lagunare. Conta 18 manufatti.
Il nome isola di Poveglia identifica in effetti un piccolo arcipelago ubicato a sud della laguna di Venezia, di fronte all'isola di Pellestrina, ed è composto da tre isolotti ravvicinati che si conformano, approssimativamente, in un tronco di piramide e si sviluppano su una superficie complessiva di 72.500 mq. Il più piccolo dei tre isolotti è denominato "Ottagono di Poveglia” per la particolare forma tipica dei più antichi sistemi difensivi di Venezia; come il resto dell'isola, anch'esso è delimitato con un muro di contenimento in mattoni di terracotta, mentre, seppur collocato a pochi metri dall'isola centrale, non è fisicamente collegato ad essa. Si colloca al centro la più grande delle tre isole, di circa 39.000 mq, l' unica che presenta edificazioni di diverse dimensioni e tipologia, tutte in uno stato di evidente degrado. L'isola risulta essere stata abitata fin dal V secolo, raggiungendo circa ottocento famiglie nel XIV secolo. Dal XVIII secolo ebbe inizio la vocazione sanitaria dell'Isola: della fine del XVIII secolo è il primo ospedale, il Lazzaretto, utilizzato per arginare l'epidemia di peste. Dal periodo Napoleonico alla seconda guerra mondiale si susseguirono una serie di demolizioni e ristrutturazioni che miravano a conciliare la funzione militare con quella sanitaria e che non risparmiarono l'antica chiesa dedicata a San Vitale e il campanile adibito a faro. Gli edifici oggi esistenti sono per lo più padiglioni ospedalieri edificati tra il 1900 e 1945 e delle antiche costruzioni religiose e militari fortificate non rimane traccia. A settentrione è presente un ultimo isolotto, totalmente inedificato, collegato al precedente per mezzo di un ponte e destinato fino a tempi più recenti ad ospitare diverse coltivazioni agricole. Ad oggi, tutti gli edifici presenti sull’isola, anche a causa del prolungato inutilizzo e dell’assenza di interventi manutentivi, si presentano in precarie condizioni generali, soprattutto per quanto riguarda le coperture, nella maggior parte dei casi.
Le isole prive di fabbricati a verde pubblico e/o agricolo, mentre l’isola centrale a turismo sostenibile, ospitalità, cultura, sport, mobilità dolce, wellness, scoperta del territorio, eventi e attività sociali.