Wed Mar 13 14:58:00 CET 2024
di Alessandra dal Verme
Il Sole 24 Ore
L’Agenzia del Demanio si rivolge a investitori privati, italiani ed esteri, e progettisti, per riqualificare il patrimonio immobiliare dello Stato inutilizzato, partecipando al concorso internazionale Reinventing Cities, il programma di C40 - la rete mondiale di 100 sindaci uniti nel progettare nuovi modelli improntati sull’abbattimento di CO2 e sulla creazione di città con migliore qualità della vita e benessere. L’Agenzia ha appena pubblicato gli avvisi di interesse per sei beni e compendi pubblici abbandonati da anni. Si tratta di Forte Sant’Andrea, Santa Maria Nicopeja a Venezia, la Casa del Fascio a Roma, l’ex Caserma Perotti a Bologna di proprietà dello Stato e dell’ex scuola di via Zama e dell’ex chimica Arenella di proprietà rispettivamente dei comuni di Milano e Palermo. Solo a titolo esemplificativo, si pensi all’isola di Sant’Andrea, con il suo Forte e le mura che circondano la ricca vegetazione, un "pieno di storia" da riconnettere alla città, attraverso funzioni museali, culturali e ricettive. A Palermo si propone la trasformazione di ex compendio industriale, un luogo di degrado in una delle posizioni più belle della città: si affaccia per una porzione sul mare limpido nei pressi del porto turistico e dall’altra si estende all’interno sotto il Monte Pellegrino. Anche qui la destinazione ottimale risiede nella posizione panoramica del sito, centrale e di grandissima attrattività turistico ricettiva e culturale. Bellezza e singolarità dei luoghi accomunano le due aree, abbandonate da decenni, ambienti speciali su cui interagiscono acqua e terra. La partecipazione al concorso internazionale rappresenta un’occasione per valorizzare il patrimonio in disuso attraverso il coinvolgimento di soggetti privati. Nell’ultimo triennio, l’Agenzia del Demanio ha puntato a gestire il patrimonio immobiliare dello Stato nell’ottica di creare valore economico, sociale e ambientale e abbattere la spesa per fitti passivi e costi di funzionamento. Parte di questo patrimonio si presta, per potenzialità di sviluppo, ad attrarre l’interesse di investitori privati. L’Agenzia, in dialogo con associazioni di settore ed esperti, sta lavorando a modelli di partenariato che azzerino i rischi amministrativi su autorizzazioni e destinazioni d’uso e funzionino per assetto giuridico e per la sostenibilità economico finanziaria. Ciò anche tenendo conto del valore economico della rigenerazione e dell’esigenza di prevedere lo sviluppo della fase della gestione. I settori da cui partiamo sono l’edilizia residenziale, il turistico-culturale e l’energetico.
Conoscenza del patrimonio immobiliare e relazione con iI territorio rappresentano il tracciato del cambiamento. L’aspetto dirimente è che l’immobile sia in relazione con la città e i diversi stakeholder. Per questo l’Agenzia sta costruendo un sistema di relazioni con le pubbliche amministrazioni che forniscono servizi sul territorio e con gli enti territoriali attraverso una programmazione degli asset pubblici disponibili e dei fabbisogni, coerente con il piano urbanistico della città. Non si tratta di riempire i vuoti creati dal disuso e dall’abbandono, ma di ricollegare l’immobile con il cittadino affinché si riappropri dei beni, li utilizzi, li consideri parte della propria vita sociale. Ecco il senso del "riuso". Il coinvolgimento di privati, con specializzazioni e competenze anche tecnologiche e innovative, rappresenta un valore aggiunto. Sono loro per primi che valutano il successo potenziale di un’operazione. Svilupperemo attività in partenariato anche su luoghi già funzionali a servizi della Pa, che per la loro bellezza e valore possono aprirsi alla collettività, inserendo funzioni ricreative e recettizie che permettano di viverli e goderli.