Tue Dec 23 16:09:00 CET 2025
di Alessandra dal Verme
Diariodiac.it
Il c.d. “Piano città” degli immobili pubblici è lo strumento con il quale, a partire dal 2023, l'Agenzia del Demanio - in coerenza con l'indirizzo strategico del Ministero dell'economia e delle finanze - condivide con gli Enti territoriali e le Istituzioni a vario titolo interessate, la migliore destinazione degli immobili pubblici. In pratica, gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico sono messi a sistema in una visione multiscalare di rigenerazione profonda della città o dell’ambito territoriale ove l’immobile si inserisce che tiene in considerazione le peculiarità, le vocazioni, gli obiettivi di sviluppo del territorio.
È evidente che non si tratta di un nuovo strumento di pianificazione urbanistica, ma di un quadro di riferimento che, interfacciandosi con i diversi livelli di pianificazione esistenti, garantisce una condivisa visione di insieme e orienta le scelte tipicamente riconducibili agli strumenti di programmazione individuati dal legislatore. Il Piano città si avvale delle competenze specialistiche e interdisciplinari delle Università e di Enti di ricerca scientifica, ma anche di Fondazioni che operano per lo sviluppo sociale e culturale, attraverso progetti di rigenerazione che arricchiscono le relazioni nella città, in ottica innovativa di cultura e servizi ai cittadini. L'Agenzia ha ideato questo strumento nella consapevolezza che, per valorizzare un patrimonio dello Stato così ampio, spesso tutelato e dunque soggetto a vincoli storico artistici e urbanistici derivanti da una disciplina giuridica multilivello che interseca legislazioni speciali di ogni tipo, occorre necessariamente interfacciarsi con gli Enti territoriali preposti al c.d. “governo del territorio”, inteso nell’accezione ampia e centrata sulla contemporaneità che sta via via permeando la materia. Ciò consente non solo di rispettare la ripartizione delle competenze fra Stato, Regioni e Comuni, ovviamente, ma anche di enfatizzare quel principio di sussidiarietà verticale che vuole le scelte per il territorio allocate nella sede istituzionale più vicina allo stesso, e dunque, almeno astrattamente, più sensibile a recepirne le istanze. La partecipazione dell’Agenzia alle scelte di riqualificazione/rifunzionalizzazione garantisce l’innesto della nuova visione di proprietà che ne connota l’operato: non più in accezione solo civilistica di mero dominio, ma in visione solidaristica di bene comune, o comunque asservito alla collettività, in una logica di miglioramento della vivibilità cittadina che diventa anche senso di appartenenza, solidarietà e partecipazione (da qui, il coinvolgimento delle istituzioni che a vario titolo sono portatrici degli interessi del territorio). Il Piano si basa su un'analisi dei fabbisogni, dei punti di forza e delle criticità, sulla conoscenza dei diversi livelli di pianificazione che incidono sulle scelte di intervento, per giungere alla definizione degli assi strategici da sviluppare secondo obiettivi e vocazioni del territorio. In relazione agli assi strategici sono connessi indicatori che misurano gli impatti degli interventi sulla sostenibilità ambientale e sociale e sullo sviluppo economico. Gli assi strategici sono organizzati secondo macro-obiettivi: la rigenerazione urbana (prossimità di servizi, mix funzionale e sostenibilità economica), le sfide ambientali (neutralità e resilienza climatica, sicurezza dai rischi sismici, efficienza e circolarità delle risorse, transizione energetica, mobilità sostenibile), l’impatto sulla spesa pubblica (abbattimento delle locazioni passive, efficienza nella spesa di funzionamento degli uffici pubblici), l’impatto sociale e culturale (condivisione e partecipazione sociale, inclusione e accessibilità, valorizzazione dell’identità storico culturale, tutela e riqualificazione del patrimonio storico-culturale). Ad oggi, l’Agenzia ha sottoscritto accordi con 28 Città per un portafoglio di circa 300 immobili e una superficie da rigenerare di oltre 4 milioni di metri quadri. I cd. “progetti pilota”, innovativi e in stato più avanzato, sono 90 per un investimento stimato di circa 3,5 miliardi di euro, che in parte possono essere attratti dal mercato attraverso programmi e strumenti di partenariato pubblico-privato.
Oltre a nuovi e più efficienti spazi per la logistica della PA, l’Agenzia potrà sviluppare, secondo gli obiettivi governativi, progetti condivisi con il territorio di affordable housing, in particolare nell’ambito universitario (6000 nuovi posti letto e più di 700 unità abitative sociali), progetti turistico-culturali per migliorare l’attrattività delle aree urbane, anche di media dimensione e interne del Paese, progetti socio-ricreativi per promuovere maggiore coesione sociale, sicurezza e formazione. La dimensione ambientale accompagna i modelli innovativi e digitali di gestione del patrimonio, fattori abilitanti della progettazione dell’Agenzia: solo a titolo esemplificativo, con l’attuazione dei primi Piani Città si è stimato un aumento della permeabilità dei suoli e una riconversione a verde attrezzato di aree scoperte pari a circa 1250 ettari, per una capacità di assorbimento di CO2 pari a 76.000 tonnellate