Wed Dec 31 09:15:00 CET 2025
di Alessandra dal Verme
COMPRENDERE - La rivista quadrimestrale di Comin & Partner. Dicembre 2025.
Lo sport rappresenta un settore emblematico della capacità di una società di proiettarsi verso un futuro che equilibri benessere, rispetto ambientale e uso responsabile delle risorse. Le principali linee guida internazionali - dalla Carta UNESCO all'Agenda 2030 - riconoscono l'attività fisica non solo come diritto fondamentale, ma anche una leva per lo sviluppo sostenibile. L'Organizzazione Mondiale della Sanità documenta come l'attività fisica contribuisca alla riduzione della mortalità, alla prevenzione di malattie croniche e al benessere psicologico, quindi all'abbattimento dei costi della sanità pubblica.
Il quadro operativo delineato da organismi come l'UNESCO e il Commonwealth Secretariat propone indicatori per misurare l'impatto dello sport sui dieci Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e promuove modelli di investimento volti a mobilitare risorse sia pubbliche sia private. Solo una minoranza di Paesi ha adottato politiche nazionali efficaci sull'educazione fisica di base: gli investimenti tendono a privilegiare lo sport d'élite, lasciano carenze nei sistemi di monitoraggio e valutazione. Appare necessario, da un lato, avviare politiche che integrino in modo trasversale i settori della salute, educazione, urbanistica, trasporti e delle infrastrutture pubbliche e, dall'altro, sotto il profilo tecnico, progettare e gestire infrastrutture sportive incentrate sui criteri della sostenibilità.
Gli impianti e gli spazi dedicati all'attività sportiva riflettono il modo in cui una comunità interpreta il rapporto tra ambiente, economia e qualità della vita, in un'ottica di rigenerazione urbana e di innovazione. Si tratta di costruire nuovi impianti, ma soprattutto di riqualificare quelli esistenti, integrando funzioni sociali, come veri asset territoriali il cui impatto ambientale va valutato sin dalla progettazione per tutto il ciclo di vita. Fondamentale l'aspetto dell'efficienza energetica e della produzione di fonti rinnovabili per la gestione. La qualità della progettazione sportiva si fonda sui principi del green building e della green city per far si che lo sport divenga motore per la creazione di infrastrutture capaci di promuovere legami intergenerazionali e modelli di sostenibilità replicabili.
Gli impianti sportivi possono essere, quindi, public buildings as a service, strutture in grado di generare effetti virtuosi di recupero di aree in abbandono e di offrire verde, servizi e luoghi di relazione ai cittadini. Diventano laboratori di rinnovamento ambientale, parti delle città del futuro, dove sperimentare soluzioni replicabili su scala urbana: coperture verdi per la gestione delle acque, sistemi geotermici per climatizzazione, impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per l'autonomia.
Un esempio emblematico di recupero e riqualificazione è l`ex Città dello Sport di Tor Vergata, destinata ai mondiali di nuoto del 2009, e mai completata. L`opera dell`architetto Santiago Calatrava, di alto valore architettonico e artistico, è rimasta inutilizzata per 15 anni, simbolo di incompiutezza, ma con un enorme potenziale di rigenerazione.
Acquisita dal 2021 al demanio statale, l'area è stata riqualificata dall'Agenzia del Demanio, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Roma Capitale, con un primo intervento di manutenzione rigenerativa che ha dato avvio allo sviluppo progressivo del sito, rendendolo già fruibile in occasione del Giubileo della Chiesa Cattolica della scorsa estate.
Gli interventi realizzati dall'Agenzia, con le pìù innovative tecnologie e materiali, nella prima fase hanno riguardato le strutture portanti del Palanuoto e del Palasport, con operazioni di consolidamento e collaudo statico. Il Palasport è stato completato con un'arena scoperta capace di ospitare 8.000 spettatori seduti. L'intera area esterna è stata riqualificata con opere di viabilità, parcheggi, sistemazione a verde e nuovi sottoservizi. Un progetto di riforestazione che ha previsto la piantumazione di 460 alberi, 600 siepi e 6.000 piante arbustive, con una significativa riduzione di CO2.
L'obiettivo finale è quello di trasformare Tor Vergata in una "Green City", polo multifunzionale dedicato a sport, benessere, ricerca, formazione e cultura, orientato alla sostenibilità, all'innovazione e alla coesione sociale, che valorizzi il contesto territoriale e le emergenze archeologiche del sito. Dopo quindici anni, lo sviluppo urbano è mutato e l'opera deve essere adattata alle esigenze della città, l'imponenza della vela iconica e delle strutture riqualificate può dare attrattività a nuovi investimenti pubblici e privati che integrano le attuali infrastrutture per l'ulteriore sviluppo del sito. Si tratta di rigenerare un'area periferica della Capitale, ricompresa tra quartieri caratterizzati dalla maggiore densità di popolazione giovanile e dal più basso reddito pro-capite, con un approccio di deep regeneration. In questa ottica, la priorità è sfruttare le infrastrutture esistenti, contenere il consumo di suolo, innovare per ridurre la vulnerabilità dei sistemi urbani, aumentare la capacità di adattamento degli edifici e degli spazi aperti e migliorare sicurezza e qualità ambientale.
La riqualificazione dell'ex città dello sport di Tor Vergata è un esempio di come trasformare l'abbandono di un sito in un'opportunità di sviluppo, lavorando per fasi progressive ma secondo una visione complessiva, per accompagnare il mutato contesto urbano con i suoi nuovi fabbisogni. La mixitè funzionale è la nuova dimensione della rigenerazione urbana e in coerenza dello sviluppo degli immobili pubblici: l'offerta sportiva si fonde con una molteplicità di servizi e di attrazioni per creare relazioni, cultura e attivare processi identitari.
Alessandra dal Verme è una manager pubblica, esperta di amministrazione, finanza ed economia, specializzata nella definizione e realizzazione di politiche pubbliche in materia di investimenti. Da maggio 2021 è Direttore dell'Agenzia del Demanio, dove ha portato una visione innovativa della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato che vede nella centralità dell'utenza, nella sostenibilità e nella digitalizzazione i tre criteri portanti. Ha ricoperto incarichi pubblici prestigiosi presso il Ministero dell`Economia e delle Finanze, ha fatto parte dello Steering Committee del PNRR, è stata membro del Nucleo di consulenza per l`attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità, rappresentante del Governo nel CdA per il Progetto Expo di Milano, ha rappresentato il MEF presso ECMWF, è stata Presidente del Collegio Sindacale di vari enti e società, tra cui Ferrovie dello Stato, Società Aeroporti di Roma; Consip; Anas, CDP.