Napoli: riaperti i chiostri di San Giovanni a Carbonara

Thu Jun 25 09:39:06 CEST 2026

L’Agenzia del Demanio ha affidato in concessione temporanea gli spazi all’interno dell’ex caserma Garibaldi alla Fondazione Napoli C’entro per trasformali in un presidio culturale e sociale aperto alla città.
 
Napoli avvia un nuovo capitolo nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico: ieri sono stati riaperti al pubblico i Chiostri di San Giovanni a Carbonara, all'interno dell’ex caserma Garibaldi. Un passaggio concreto che segna l’inizio della rigenerazione di uno dei complessi monumentali più rilevanti della città, ora trasformato in un nuovo polo culturale e sociale. L’inaugurazione, arricchita da momenti di musica dal vivo all’interno dei Chiostri, ha visto la partecipazione di Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio; Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Padre Antonio Loffredo, della Fondazione Napoli C’entro, e Luigi La Rocca del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.
 
Per restituire fin da subito questi spazi alla città, l’Agenzia del Demanio ha scelto lo strumento del temporary use, che consente di riattivare immobili sottoutilizzati attraverso usi compatibili con i futuri progetti di valorizzazione. I Chiostri sono stati affidati in concessione temporanea alla Fondazione Napoli C’entro, nata nel 2024 su iniziativa dell’Arcidiocesi e impegnata nella promozione culturale e nell’inclusione sociale, in particolare delle giovani generazioni. 
 
"Curare il patrimonio dello Stato per l’Agenzia del Demanio significa porre al centro le persone e le loro esigenze nel contesto sociale e urbano in cui vivono. Così il riuso dell’immobile pubblico diventa una priorità per restituire alla collettività “il bene comune” - ha dichiarato il Direttore dell'Agenzia Alessandra dal Verme - In un percorso condiviso con il territorio, i Chiostri del complesso monumentale di San Giovanni a Carbonara si riaprono alla città con un uso temporaneo che si concluderà con la realizzazione di un progetto più ampio di riqualificazione del convento. La storia e la memoria dei luoghi si coniugano con diverse espressioni artistiche e laboratoriali che l’associazionismo e i giovani riescono ad attivare per far rivivere un bene parte della loro identità."
 
La Fondazione gestirà gli spazi nell’ambito del progetto MUDD – Museo Diocesano Diffuso, integrandoli nella rete culturale già attiva sul territorio e proponendo attività culturali, educative e sociali. La riapertura rappresenta il primo risultato concreto di una strategia che unisce tutela, valorizzazione e partecipazione, consentendo alla comunità di riappropriarsi progressivamente di un luogo di grande valore storico e identitario. L’ex Caserma Garibaldi, vincolata per il suo interesse storico-artistico, è infatti al centro di un più ampio percorso di valorizzazione promosso dall’Agenzia del Demanio: il progetto prevede, nel lungo periodo, la realizzazione di spazi pubblici, aree espositive, servizi culturali e sedi istituzionali, secondo un mix funzionale capace di generare nuova vitalità urbana e rafforzare il legame con la città.
I chiostri, caratterizzati da due cortili interni e da una scenografica scala monumentale, tornano a essere uno spazio aperto, favorendo occasioni di incontro, cultura e inclusione. L’uso temporaneo permette inoltre di sperimentare attività e funzioni utili ad accompagnare il processo di rifunzionalizzazione del complesso, anticipandone i benefici. Determinante è stata la collaborazione tra Agenzia del Demanio, Comune di Napoli, Arcidiocesi e Soprintendenza, che hanno condiviso una visione comune fondata sulla cooperazione istituzionale e sulla progressiva apertura degli spazi alla collettività.
 

Cenni storici

Il complesso dell’ex Caserma Garibaldi nasce da un articolato sistema edilizio di origine religiosa sviluppatosi attorno alla chiesa di San Giovanni a Carbonara, tra i principali esempi della Napoli rinascimentale. Nel tempo, gli spazi conventuali sono stati ampliati e trasformati, adattandosi alle diverse funzioni e vicende storiche. Dal XIX secolo gran parte degli edifici fu destinata a usi militari, assumendo la funzione di caserma e modificando l’assetto originario. Questa stratificazione ha dato forma all’attuale configurazione architettonica, composta da chiostri, corti interne e percorsi monumentali di grande pregio. Riconosciuto nel 1990 di particolare interesse storico-artistico, il complesso è oggi al centro di un percorso di recupero che lo sta riportando progressivamente al centro della vita culturale e sociale della città.

Per maggiori informazioni sui progetti di valorizzazione e temporary use avviati dall'Agenzia del Demanio è possibile consultare la pagina di approfondimento.

Leggi l'articolo del Direttore dell'Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme "Convento Agostiniano di San Giovanni a Carbonara a Napoli: dall’abbandono alla creazione di valore sociale".

 
Chiostro San Giovanni a Carbonara
Categorie
Torna su