Workshop Firenze

Workshop Firenze

Valore e identità del patrimonio storico artistico nel Piano Città degli immobili pubblici di Firenze

In un momento in cui le trasformazioni urbane accelerano e le decisioni pubbliche incidono sempre più profondamente sulla vita dei territori, la responsabilità etica del manager pubblico torna al centro del dibattito. Il 6 maggio 2026, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, si terrà il terzo workshop (dalle 10:00 alle 12:00), dopo le tappe di Mantova e Bologna dedicato al tema della responsabilità etica nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato, un’occasione di confronto rivolta a studenti, giovani professionisti e ricercatori. L’iniziativa, promossa dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze, pone al centro il rapporto tra gestione pubblica, territorio e bene comune, con un focus sul ruolo strategico del Piano Città degli immobili pubblici

Al centro le persone. Nello spazio di questo dibattito si inserisce la volontà di costruire un racconto e un confronto aperto, capace di mettere in dialogo saperi e responsabilità operative, tra chi, ogni giorno, è chiamato a guidare processi complessi, a orientare il futuro delle città e chi vive gli spazi urbani.

È dentro questo spazio che università e luoghi della formazione esprimono la loro funzione più preziosa: trasformare la conoscenza in consapevolezza civica e la consapevolezza in capacità di agire. Chi conosce il patrimonio pubblico lo sente proprio; chi lo sente proprio si fa carico delle decisioni che lo riguardano. Il patrimonio pubblico diventa davvero comune non per proclamazione, ma quando la qualità delle scelte che lo plasmano cresce insieme alla qualità della partecipazione di chi lo abita, lo studia e lo vive.

A Firenze, il patrimonio storico-artistico, identità delle nostre città, si valorizza con nuove funzioni urbane che danno continuità alla sua vita

Ad aprire il dibattito sarà Alessandra Petrucci, Rettrice dell'Università degli Studi di Firenze — voce autorevole di un'istituzione che da secoli accompagna la città nella costruzione del suo senso civico — seguita da Alessandra dal Verme, Direttore dell'Agenzia del Demanio, che porterà il punto di vista dell'istituzione responsabile della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, Antonella Manzione, Consigliere di Stato, che approfondirà il rapporto tra responsabilità etica e responsabilità giuridica.

L’Abate di San Miniato al Monte, Padre Bernardo, voce riconosciuta nel capoluogo toscano per la sua attenzione al rapporto con la Città e i cittadini, concentrerà la sua riflessione sulla dimensione della cura che nei secoli ha comportato un’attenzione profonda, per offrire bellezza in risposta alle esigenze della città.

Il rapporto tra etica, come servizio e risposta a un bisogno di cura, ed estetica vista attraverso la bellezza del patrimonio storico, artistico, identitario della città di Firenze guiderà il dibattito del prossimo 6 maggio, anche con contributi più operativi e progettuali, entrando nel merito delle strategie e dell’attività dell’Agenzia del Demanio, con particolare riferimento al Piano Città degli immobili pubblici di Firenze.

Nel panel Fabrizio Tucci, Responsabile Area Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio, approfondirà il tema della qualità nei processi di trasformazione;

Paolo Giulierini, Etruscologo e direttore museale di lunga esperienza,  si fermerà sul valore del patrimonio pubblico materiale e immateriale per il territorio; Filippo Salucci, Direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio, illustrerà la necessità di integrare patrimonio, sostenibilità e innovazione per offrire nuove opportunità di vita attraverso l’immobile pubblico.

Il workshop, in continuità con i precedenti, si avvale del supporto di PPAN Academy come partner nella comunicazione e si chiuderà con un momento di confronto aperto, segnale di un approccio di tipo partecipativo sui processi che regolano i piani città degli immobili pubblici.

Il caso studio di Firenze emerge come particolarmente emblematico. Il patrimonio pubblico, caratterizzato da un valore storico-artistico unico, viene interpretato non solo come eredità da conservare, ma come infrastruttura attiva capace di generare benessere, innovazione e nuove funzioni urbane. Tra i progetti pilota del Piano figurano: Palazzo Buontalenti, San Miniato al Monte, il Complesso delle Cascine, Villa Bardini. La rifunzionalizzazione di compendi e beni in disuso rappresenta una delle sfide più rilevanti: trasformare spazi chiusi e spesso strategicamente posizionati in nuovi poli civici, capaci di integrare cultura e innovazione nei servizi al cittadino.

4 maggio 2026

Torna su