Per Italo Calvino, la città è fatta di relazioni e stratificazioni. E ogni spazio porta con sé un passato che non si replica, ma si aggiunge alle nuove funzioni e a nuova vita.
Da qui la necessità di figure capaci di una intenzionalità fondamento fattivo dell’operato e della scelta del manager pubblico.
Il 15 maggio 2026, dalle 10:30 alle 12:30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura Palazzo Gravina (via Monteoliveto, 3) l’Agenzia del Demanio, in collaborazione
con l’Ateneo, promuove il quarto workshop dedicato al tema “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato”, affrontato come questione strategica e culturale per il futuro delle comunità. Napoli, dopo Firenze, Bologna e Mantova.
Quale ruolo può avere oggi il patrimonio pubblico nella costruzione di valore per i territori? Non più solo questione amministrativa, ma strumento capace di connettere istituzioni, spazi e comunità. È questa la chiave di lettura del Piano Città degli immobili pubblici promosso dall’Agenzia del Demanio.
È dentro questa tensione che si colloca la strategia: restituire alla città siti storici abbandonati e spazi esterni, ricucendo il rapporto con la memoria, l’identità e l’anima dei luoghi, e contribuendo alla rigenerazione del territorio metropolitano. Le direttrici sono chiare: da un lato, rispondere ai bisogni concreti del territorio, a partire dalla messa in sicurezza sismica di immobili per uffici pubblici e scuole – è il progetto dell’Agenzia soggetto attuatore per i comuni dei Campi Flegrei - nell’area metropolitana di Napoli; dall’altro, accrescere la consapevolezza del valore dei beni pubblici, eredità di una lunga storia, e rinnovare il legame con il territorio grazie a nuove funzioni, servizi e opportunità.
Le università rappresentano partner essenziali in questo processo: non solo per il contributo della ricerca storica e urbanistica, ma per la loro capacità di integrare competenze multidisciplinari, indispensabili per intervenire in modo efficace e consapevole sui territori. E soprattutto per le energie delle giovani generazioni a cui il futuro è affidato.
Dall’illuminazione di Piazza del Plebiscito - intervento che ridefinisce i tempi e i modi in cui i cittadini vivono uno dei luoghi più rappresentativi della città - alla rigenerazione di Scampia, dove un grande progetto sulla caserma Boscariello offre opportunità per il quartiere, nel dibattito si introduce un elemento spesso assente: la capacità dei progetti pubblici di costruire immaginari, oltre che trasformazioni fisiche.
Il workshop si articola in due momenti. Nel primo tavolo, la responsabilità etica viene letta come criterio operativo, non come principio astratto, poiché orienta le decisioni, misura l’impatto sulle comunità, impone una valutazione continua tra interesse collettivo e sostenibilità delle scelte. Un cambio di prospettiva basato sulla interazione tra Istituzioni interessate al bene pubblico, gli enti del territorio protagonisti della rigenerazione. Il secondo tavolo entra nel merito degli strumenti. I Piani Città vengono presentati come leve per riconnettere gli immobili al contesto urbano, agendo su rigenerazione, sfide ambientali
e obiettivi sociali. Nel caso napoletano, gli interventi pilota - Piazza del Plebiscito, Palazzo Fondi, Castel Capuano e Caserma Boscariello, il progetto di rigenerazione delle Torri Aragonesi come parti delle mura del Castello del Carmine - mostrano un passaggio chiave: dalla valorizzazione come operazione immobiliare alla valorizzazione come progetto pubblico. Una distinzione tutt’altro che formale, che apre una domanda più ampia sul ruolo dello Stato nei processi di trasformazione urbana. Vi è poi nell’area metropolitana il Real Polverificio di Scafati, e lo Spolettificio borbonico due aree di produzione militare i cui progetti riuniscono la città ai siti archelogici con grandi parchi urbani di cultura e vita .
Per i saluti istituzionali Matteo Lorito, Rettore dell’Università di Napoli Federico II, Marella Santangelo, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II e Lorenzo Capobianco, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia.
Tra i relatori: Alessandra dal Verme, Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio, Eugenia Carfora, Dirigente scolastico dell’Istituto superiore “Francesco Morano” di Caivano e Don Antonio Loffredo, fondatore della cooperativa “La Paranza”. Tre voci che, da prospettive diverse, riportano il tema della responsabilità dentro una dimensione operativa e territoriale.
Il confronto entra poi nel merito con gli interventi di Fabrizio Tucci, responsabile Area Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Mario Losasso, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Vincenzo Corvino, architetto dello Studio Corvino + Multari. La moderazione è affidata a Filippo Salucci, direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio. Il workshop, in continuità con i precedenti, si avvale del supporto di PPAN Academy come partner per la comunicazione e si chiuderà con un momento di confronto aperto, segnale di un approccio partecipativo ai processi che regolano i Piani Città degli immobili pubblici.
Approfondimenti sul workshop