L’Agenzia del Demanio gestisce oltre 44 mila immobili dello Stato, un patrimonio identitario, diffuso, che appartiene a tutti. Un bene comune che normalmente si pensa distante da noi. Sono uffici pubblici, università, accademie, musei, archivi di Stato, chiese, torri, grandi compendi urbani, ma anche aree naturali, come parchi, isole e coste.
La sfida è passare dalla gestione conservativa alla rigenerazione. Vogliamo prenderci cura dell’immobile per restituirlo al cittadino in una logica di servizio alla collettività.
Dal 2021 l’Agenzia ha avviato una trasformazione profonda. Viene data centralità all’utenza: i cittadini che vivono gli spazi pubblici e fruiscono dei servizi, le Pubbliche Amministrazioni che ambiscono a uffici moderni ed efficienti, i territori protagonisti dei processi di rigenerazione.
L’immobile pubblico, innovato e trasformato, diventa elemento fondante di una rete che connette cittadini, istituzioni e territori. Si creano luoghi pubblici multifunzionali e accessibili, spazi vivi di cultura e socialità, ambienti green e sostenibili.
I principi della nostra azione sono sostenibilità, digitalizzazione, innovazione. Il metodo di lavoro si basa sulla conoscenza digitale del patrimonio, sull’analisi e sviluppo delle sue potenzialità, sulla collaborazione con le Istituzioni, gli Enti, gli stakeholder del territorio per un’ampia condivisione delle scelte, sulla rete con Università ed Enti di ricerca per integrare le competenze.
Viene coinvolto il mercato con operatori economici specializzati, l’associazionismo e gli Enti del Terzo settore. Con progetti di partenariato e di Temporary use si accelera la restituzione di spazi riqualificati alla comunità. Il Piano Città degli immobili pubblici, stipulato con le Istituzioni del territorio è il nuovo strumento di analisi, pianificazione e indirizzo verso obiettivi di rigenerazione e sostenibilità. Gli immobili pubblici sono valorizzati nell’ambito della pianificazione urbana e della progettazione ambientale per fungere da volano dei progetti di rivitalizzazione verso la città del futuro.
Tutto questo è raccolto nel Piano Strategico Industriale che dal 2022 pianifica l’azione dell’Agenzia del Demanio e pone obiettivi di investimento per 4,7 miliardi di euro entro il 2028, volti a riqualificare gli immobili pubblici in efficienza, sicurezza e qualità degli spazi.
Il patrimonio immobiliare dello Stato è memoria, identità e infrastruttura di futuro. La sua gestione richiede responsabilità etica per aumentarne “la cura”, linguaggi condivisi per renderne trasparenti le scelte e partecipazione per dare l’opportunità a ciascuno di esprimere un contributo di idee.
Il Palazzo che oggi ospita l’Agenzia del Demanio è frutto della visione dell’architetto Marcello Piacentini, che lo progettò come parte di un più ampio disegno urbano volto a connettere il centro storico con la nuova città in espansione, lungo un asse strategico che dal centro storico raggiungeva, attraversando lo snodo San Bernardo, Piazza dei Cinquecento, la Città Universitaria della Sapienza, via Tiburtina, via Prenestina.
Il palazzo ricongiunge così la Roma antica con quella produttiva e della conoscenza, divenendo un punto di equilibrio tra la memoria storica e l’energia delle trasformazioni economiche e culturali della Capitale.
Allo stesso modo, l’Agenzia opera oggi per valorizzare il patrimonio pubblico come infrastruttura al servizio del Paese, coniugando la memoria del passato con le esigenze della contemporaneità attraverso innovazione, sostenibilità, efficienza e collaborazione tra pubblico e privato.
La nostra attività riprende lo spirito del progetto originario e si propone come punto di raccordo tra eredità e trasformazione urbana, con l’obiettivo di favorire un uso intelligente, dinamico e strategico degli spazi pubblici.
Istituita con il Decreto Legislativo n.300/1999 e trasformata in Ente Pubblico Economico (EPE) dal Decreto Legislativo n.173/2003, l’Agenzia del Demanio è un soggetto giuridico di diritto pubblico che, pur operando nel contesto della Pubblica Amministrazione, segue modalità organizzative e strumenti operativi di tipo privatistico.
Procura della Repubblica, Catanzaro
Credits: Mario Ferrara, Paolo Cappelli, Maurizio Criscuolo per Studio Corvino - Multari
Per una migliore conoscenza e una gestione più efficiente dei beni dello Stato
Per la salvaguardia dell’ambiente e l’autonomia energetica
Per ridurre il rischio sismico e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici
Caserma Amione, Torino
Credits: RT Paolo Iotti Marco Pavarani architetti associati, F&M divisione impianti s.r.l. e F&M ingegneria S.p.a.
Istituita presso l’Agenzia del Demanio, è articolata in una direzione centrale e in poli operativi territoriali. Ha la finalità di garantire servizi di progettazione, ingegneria e architettura alle Amministrazioni centrali e agli Enti territoriali per favorire lo sviluppo, l'efficienza e la qualità della progettazione, nonchè la realizzazione di investimenti pubblici in tempi certi - Art. 1, commi da 162 a 170, della L. n. 145/2018 e D.P.C.M. del 29/07/2021.
In collaborazione con il Ministero della Giustizia, l’Agenzia ha avviato interventi per recuperare, adeguare e migliorare, dal punto di vista sismico e tecnologico, grandi complessi dismessi o edifici già in uso all’amministrazione giudiziaria. Si tratta di progetti di Cittadelle Giudiziarie e Parchi della Giustizia in diverse città, che svolgono un ruolo di rigenerazione urbana e di riqualificazione ambientale e sociale oltre a rappresentare un importante simbolo di legalità sul territorio.
L’Agenzia è impegnata nelle iniziative di valorizzazione degli immobili pubblici, non strumentali, di valore culturale, identitario e paesaggistico, da affidare a privati e a enti del terzo settore, per il loro recupero e riuso a fini sociali, culturali, turistici, per attività connesse alla scoperta del territorio, alla tutela ambientale e alla mobilità dolce.
Dal marzo 2021, quando il sito è stato assegnato al demanio statale, l'Agenzia ha avviato un ambizioso percorso di riqualificazione di uno dei più grandi progetti incompiuti del Paese. L’area di circa 48 ettari rappresenta una sfida e un’opportunità straordinaria per dimostrare l’efficacia del nuovo approccio.